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venerdì 2 aprile 2010

Elelezioni eccellenti: chi ama vincere e chi invece ama perdere

Porto su questa pagina l'articolo di Marco Travaglio nel suo commento ai risultati elettorali delle regionali 2010. Leggendolo mi sono ancora reso conto più che mai ammesso che ce ne sia bisogno, di quanto sia stata importante la scelta da me operata di puntare su un candidato credibile Pietro Basile figlio di questa amata Canosa come ama dire il nostro podestà quamdo in magna cappa sale sui palchi a prendere in giro i cittadini, ( anche se questa volta al podestà gli è andato tutto di trasverso, perchè ha perso tutto anche la faccia imponendo il suo pupillo Lovino che ha fatto acqua da tutte le parti, indebolendo la propria liederschip locale e provinciale). Buona lettura a tutti.
a Il Fatto Quotidiano, 31 marzo 2010

Mentre il Pdl di Meno male che silvio c’è perde 8,5 punti in un anno e tocca il minimo storico, la Lega lo asfalta al nord e Fini può rivendicare i successi in Lazio e Calabria con i suoi Polverini e Scopelliti, soltanto il vertice del Pd poteva trasformare la débâcle berlusconiana in una Caporetto del centrosinistra (fra l’altro, scambiata per una vittoria). Bersani, cioè D’Alema e i suoi boys (almeno quelli rimasti a piede libero), ce l’han messa tutta per perdere le elezioni più facili degli ultimi anni e, alla fine, possono dirsi soddisfatti.

In Piemonte hanno candidato una signora arrogante e altezzosa, bypassando le primarie previste dallo statuto del Pd per evitare di dar lustro al più popolare Chiamparino e riuscendo nell’impresa di consegnare il Piemonte a tale Cota da Novara per solennizzare degnamente il 150° dell’Unità d’Italia. A Roma, la città del Papa, hanno subìto la candidatura dell’antipapista Bonino per mancanza di meglio (il meglio ce l’avevano, Zingaretti, ma l’hanno nascosto alla Provincia per evitare che, alla tenera età di 45 anni, prendesse troppo piede), poi l’han pure lasciata sola per tutta la campagna elettorale. In Campania, calpestando un’altra volta lo statuto, hanno sciorinato un signore che ha più processi che capelli in testa perché comunque era "un candidato forte": infatti. In Calabria han ricicciato un giovin virgulto come Agazio Loiero, che quando ha perso come tutti prevedevano si è pure detto incredulo, quando gli sarebbe bastato guardarsi allo specchio.

Non contenti, questi professionisti del fiasco, questi perditori da Oscar le hanno provate tutte per fumarsi anche la Puglia, candidando un certo Boccia che perderebbe anche contro un paracarro, ma alla fine hanno dovuto arrendersi agli elettori inferociti e concedere le primarie, vinte immancabilmente dal candidato sbagliato, cioè giusto. Hanno inseguito il mitico "centro" dell’Udc, praticamente un centrino da tavola all’uncinetto, perché "guai a perdere il voto moderato". Infatti gli elettori sono corsi a votare quanto di meno moderato si possa immaginare: oltre a Vendola, i tre partiti che parlano chiaro e si fanno capire, cioè Lega, Cinque Stelle e Di Pietro. Altri, quasi uno su due, sono rimasti a casa o han votato bianco/nullo, curiosamente poco arrapati dai pigolii del "maggior partito dell’opposizione" e dal suo leader, quello che "vado al Festival di Sanremo per stare con la gente" e "in altre parole, un’altra Italia". Se, col peggiore governo della storia dell’umanità, l’astensionismo penalizza più l’opposizione che la maggioranza, un motivo ci dovrà pur essere. L’aveva già individuato Nanni Moretti nel lontano febbraio 2002, quando in piazza Navona urlò davanti al Politburo centrosinistro "con questi dirigenti non vinceremo mai".

Sono gli stessi che sfilano in tutti i salotti televisivi, spiegando che la Lega vince perché "radicata nel territorio" (lo dicono dal 1988, mentre si radicano nelle terrazze romane o si occupano di casi urgentissimi come la morte di Pasolini) e alzando il ditino contro Grillo, che "ci ha fatto perdere" e "non l’avevamo calcolato". Sono tre anni che Beppe riempie le piazze e li sfida su rifiuti zero, differenziata, no agli inceneritori e ai Tav mortiferi, energie rinnovabili, rete, acqua pubblica, liste pulite, e loro lo trattano da fascista qualunquista giustizialista. Bastava annettersi qualcuna delle sue battaglie, sganciandosi dal partito Calce&Martello e dando un’occhiata a Obama, e lui nemmeno avrebbe presentato le liste. Bastava candidare gente seria e normale, fuori dal solito lombrosario, come a Venezia dove il professor Orsoni è riuscito addirittura a rimpicciolire Brunetta. Ma quelli niente, encefalogramma piatto.

Come dice Carlo Cipolla, diversamente dal mascalzone che danneggia gli altri per favorire se stesso, lo stupido danneggia sia gli altri sia se stesso. Ecco, ci siamo capiti. Ce n’è abbastanza per accompagnarli, con le buone o con le cattive, alle loro case (di riposo). Escano con le mani alzate e si arrendano. I loro elettori, ormai eroici ai limiti del martirio, gliene saranno eternamente grati.
(Striscia di Fifo)

L'amore ai tempi del Criniera - Le poesie di Carlo Cornaglia
“Vince l’amor contro l’invidia e l’odio!”
grida chi dell’amore ha fatto strazio,
il Criniera che poi manda sul podio
a scaldare i suoi fan La Russa Ignazio,

la vera negazione dell’amore,
il simbolo dell’odio contro gli altri.
Incalza poi l’anziano mentitore
gli ammirator coi suoi quesiti scaltri

2 commenti:

  1. grazie, non a me, ma a Marco Travaglio che ha postato un ritratto istantaneo della scena politica italia. Ed ora avanti tutta. E' cominciata una nuova primavera in italia, in puglia e nella BAT. Non avvitiamoci su noi stessi ma facciamo sentire il peso politico per il bene di questa città. Via gli inceneritori, via le discariche, via la corruzione, la compravendita umiliante dei voti. Si alle energie pulite, SOLARE, EOLICO, E:
    I D R O G E N
    In Germania la Angela Merkel è andata personalmente a porre la prima pietra per costtuire un impianto di generazione e distribuzione di idrogeno, Si IDROGENO, Tabù per chi dalle nostre parti per discrazia propria a danno altrui crede ancora nel nucleare.
    Questa è la sfida. Questo è il futuro per le nuove generazioni. Energia pulita per tutti a costi inesistenti. Costruiamo anche noi una rete democratica ad energia pulita. Si può fare.
    You can do!

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