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martedì 27 ottobre 2009

QUALE P D POTREMO IMMAGINARE?

Analizzando i risultati di queste primarie 2009 nella sola provincia BAT emergono diverse riflessioni:
A votare si sono recati in tanti ma non come nei primi anni quando assistemmo ad un plebiscito. Chi ha votato ha dato diversi segnali molto eloquenti, Il risultato nazionale ha sorpreso un po tutti, Bersani ha trionfato sugli altri con un netto vantaggio 44.78 % contro il 28% il 16,11% e 3,1% di Franceschini e il 7,19% di Marino.
Emerge subito la volontà dei nostri elettori di dare una svolta radicale alla politica nazionale mettendo in lizza un uomo con radici fortemente di sinistra. Che questo serpeggiava nell'aria era chiaro, la gente vuole tornare in politica con un progetto nuovo, più incisivo, più presente.
La parola troppo abusata di dialogo con chi governa ha prodotto una crisi di identità nel partito tanto da volerla sostituire con un altro termine: Alternativa e opposizione ferma ( Parole di Bersani)
e per questo Franceschini ha pagato un prezzo a mio giudizio giusto per una politica che non ha prodotto risultati efficaci.
Il concetto di riformismo alla Veltroni è ormai messo in cantina ad invecchiare ( e che ci resti pure).
Con un pizzico di cattiveria possiamo senza ombra di dubbio affermare che i vecchi diessini si sono fatti sentire mettendo alle corde le vecchie anime della Margherita e dei moderati diessini.
Inoltre emerge un dato importante, Marino incassa un 7,19%, risultato non trascurabile perchè in esso si concentrano i voti di protesta e la voglia di cambiamento radicale in un partito ormai diviso in feudi governati da chi non ha ancora deciso di cedere il passo al nuovo, questo emerge soprattutto in quelle città roccaforte di chi da anni nel bene e nel male esercita uun grosso peso politico con un potere baronale.
I risultati delle regionali hanno evidenziato nella nostra BAT l'emergere di Blasi, area Bersani, contro Emiliano e l'ex sindaco di molfetta Minervini con rispettivamente il 40,22%, il 31,57% E IL 28,22% a Minervini.
Ma qui Blasi non raggiunge la maggioranza, pertanto saranno i delegati a decidere chi sarà il futuro segretario. Sicuramente sarà una strada tutta in salita.
A mio giudizio in queste primarie regionali hanno prevalso le categorie di appartenenza, molti delegati giovani con altrettante vecchie conoscenze con più esperienza nel raccimolare voti anche all'ultimo minuto, insieme a chi a mio avviso avrebbe fatto meglio a mettersi da parte visti i precedenti risultati deludenti quando investivano ruoli dirigenziali alla guida del partito.
A livello regionale si giocherà il futuro di questo partito e mi auguro che il nuovo, cioè i giovani, prevalgano su vecchie logiche della vecchia politica delle corse alle poltrone, degli incarichi e delle deleghe senza merito ma per sola conoscenza.
Un partito più a sinistra questo è quanto emerge dalle primarie.
Un partito che dovrà necessariamente guardare con più attenzione ai bisogni estremi della società ormai in crisi profonda, non solo economica ma anche di valori e di identità.
Un partito con gli occhi chiusi non guarda il sociale ma su di esso va ad inciampare.
Questa è l'occasione per un riscatto politico. Non c'è posto per chi ha interressi diversi dal bene comune.
Recitava un proverbio che l'esempio viene dall'alto. E' tempo di coerenza, di moralità e di coraggio in una politica sana con gente nuova, motivata da una passione e non da un interesse.

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