Si è conclusa la campagna referendaria, si è votato, si è raggiunto il quorum, i cittadini hanno espresso con i loro quattro SI, la volontà di abrogare le leggi in discussione, manifestando la propria leggittima sovranità.
Tutto questo si è svolto tra polemiche, difficoltà create ad arte dal governo nazionale per la sua volontà astensionistica, e ancor peggio, a livello locale con un sindaco non da meno al suo idolo di Arcore, ( quando si dice che l'allievo supera il maestro),per aver non solo alimentato volontà astensionistiche ma per essersi attivato direttamente con delibere illeggittime ( ma a questo siamo ahimè avvezzi) per impedire ogni tentativo di informazione da parte del comitato dei quattro si.
Ha vietato comizi, ha sottratto piazze notoriamente adibite da decenni all'informazione popolare, ha inviato polizia, carabinieri, in divisa e in borghese ogni volta che ci si è mossi, alla faccia della Costituzione,e delle leggi nazionali che in maniera esplicita sanciscono il diritto inalienabile di parola, di informazione e di pensiero, in parole povere il diritto di LIBERTA'.
Se questo è accaduto a livello nazionale con il controllo mediatico, qui da noi si è fatto altrettanto ed anche di più.
Cito un esempio: il divieto impostomi dai vigili urbani di distribuire volantini in area mercatale la settimana prima del referendum. Motivo? in aera mercatale è vietata qualsiasi forma di pubblicità. Si è voluto omettere che il sottoscritto non stava propagandando prodotti commerciali ma voleva solo informare la gente della validità del referendum. Ma tutto questo per i nostri amministratori in cravatta azzurra ( nel pieno rispetto della tradizione arcorese, chissa cosa avessero indossato se ci fossimo trovati indietro nel tempo di settanta anni), è tutto normale, propaganda referndaria o pubblicità commerciale è la stessa cosa. Magari al prossimo referendum ci imporranno di aprire una partita IVA.
Trattandosi di nucleare, acqua, e leggittimo impedimento è facile capire tanta acredine e tanto darsi da fare per impedire qualsiasi attività informativa.
FALSI, IGNORANTI, VIOLATORI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
La portata di questo referendum ha finalmente dato una picconata ad un potere ormai al tramonto, imploso su se stesso. Un governo che non c'è più, che spera di raggiungere il limite necessario di giorni per assicurarsi una pensione vitalizia da milionari. ( sempre alla faccia di chi la pensione neanche la vedrà con questa crisi,e alla faccia dei precari sbeffaggiati ed umiliati da un ministro del niente).
Si cari amici a questo mirano i nostri governanti. Dopo anni di leggi ad personam, l'ultima ciliegina sulla torta ha fatto vacillare la stabilità del governicchio.
Un governo che vive sulla fiducia della Lega che rischia anch'essa di farsi travolgere dalla crisi, mollata anche dalla Confindustria che si è accorta dinon poter sperare più nulla. Sono finiti i tempo degli ammiccamenti, delle intese, e della reciproca collaborazione tra poteri politici ed economici del paese.
GRAZIE ITALIANI PER QUESTI QUATTRO SI. E siamo all'inizio.
sabato 25 giugno 2011
mercoledì 27 aprile 2011
ESPOSTO ALLA MAGISTRATURA
RIPORTO FEDELMENTE L'ARTICOLO DEL COMITATO SPONTANEO CONTRO GLI INCENERITORI PROVINCIA DI FOGGIA
http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2011/04/comunicato-stampa-esposto-alla.html
Il Comitato Spontaneo contro gli inceneritori – Provincia di Foggia, nei suoi referenti in diverse città della Capitanata, ha inviato ai Comuni territorialmente confinanti con l’inceneritore in Contrada Paglia – Manfredonia – nonché ai Comuni che subiranno gli effetti inquinanti di questo impianto (all'Unione dei Cinque Reali Siti, Zapponeta, Margherita di Savoia, Trinitapoli, San Ferdinando); alle Amministrazioni provinciali e a quelle regionali; ai tribunali di Foggia e Bari; alla Commissione Europea per l’Ambiente,
un esposto sul procedimento autorizzativo dell’impianto di incenerimento di proprietà di E.T.A. S.p.A. del Gruppo Marcegaglia. In particolare si mette in evidenza la insufficiente informazione dei cittadini, sia per il mancato utilizzo di tutti i mezzi previsti per legge, sia per aver utilizzato canali di informazione scarsamente diffusi sul territorio, sia per aver ignorato quei Comuni interessati dagli effetti di un impianto così inquinante. Da qui discendono tutta una serie di irregolarità che inficiano alla base il procedimento autorizzativo. Pertanto si chiede di riaprire nuovamente l’intero iter autorizzativo onde garantire la partecipazione attiva di tutti i soggetti interessati.
Anche la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) non è priva di anomalie in tutte le sue fasi: non si evidenzia l’utilizzo delle Migliori Tecnologie Disponibili (MTD); scarsa attenzione alle caratteristiche del territorio in termini di emungimento di acqua dal sottosuolo, degli effetti delle emissioni sulle colture, anche di pregio, di una vasta area agricola; nessuna valutazione dell’impatto che tale impianto avrà sulle aree protette circostanti, nonché sulle colonie di volatili (alcuni dei quali specie protetta) a poche centinaia di metri dall’inceneritore.
Si continua a ritenere questo come un impianto di energia elettrica da fonti rinnovabili. L’Europa lo dice dal 2001 (Direttiva 2001/77/CE), il CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti) non è considerato fonte rinnovabile, bensì rifiuti speciali. Così come recita (finalmente) una legge dello Stato D.lgs 4/2008. Non basta. Secondo un modo tutto italiano di intendere le leggi, utilizziamo la soluzione peggiore per chiudere il ciclo dei rifiuti, senza prima avere un’alta percentuale di raccolta differenziata. Anche questa è una violazione di legge.
Ricordiamo che l’inceneritore verrà costruito nel bel mezzo di tre città quali Foggia, Manfredonia e Cerignola già gravemente inquinate da traffico veicolare e da impianti inquinanti industriali. Così come riportato dal Piano Regionale Qualità dell’Aria, divenuto in seguito Regolamento Regionale n°6 del 21 maggio 2008. Queste città devono obbligatoriamente presentare domanda di finanziamento per ristabilire un’aria salubre. Avranno presentato la domanda?
Ci auguriamo che le Autorità competenti ravvisino gli estremi per il blocco dei lavori di costruzione e la riapertura di tutte le fasi di valutazione attenta e scrupolosa dell’impatto che tale impianto avrà sulla salute, sul territorio, sul nostro futuro.
Dopo aver constatato che esistono già soluzioni alternative all’incenerimento, non potremo che dire addio a questa pratica dannosa, costosa e dalle bassissime ricadute in termini di occupazione.
Comitato Spontaneo
contro gli inceneritori
Provincia di Foggia
http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2011/04/comunicato-stampa-esposto-alla.html
Il Comitato Spontaneo contro gli inceneritori – Provincia di Foggia, nei suoi referenti in diverse città della Capitanata, ha inviato ai Comuni territorialmente confinanti con l’inceneritore in Contrada Paglia – Manfredonia – nonché ai Comuni che subiranno gli effetti inquinanti di questo impianto (all'Unione dei Cinque Reali Siti, Zapponeta, Margherita di Savoia, Trinitapoli, San Ferdinando); alle Amministrazioni provinciali e a quelle regionali; ai tribunali di Foggia e Bari; alla Commissione Europea per l’Ambiente,
un esposto sul procedimento autorizzativo dell’impianto di incenerimento di proprietà di E.T.A. S.p.A. del Gruppo Marcegaglia. In particolare si mette in evidenza la insufficiente informazione dei cittadini, sia per il mancato utilizzo di tutti i mezzi previsti per legge, sia per aver utilizzato canali di informazione scarsamente diffusi sul territorio, sia per aver ignorato quei Comuni interessati dagli effetti di un impianto così inquinante. Da qui discendono tutta una serie di irregolarità che inficiano alla base il procedimento autorizzativo. Pertanto si chiede di riaprire nuovamente l’intero iter autorizzativo onde garantire la partecipazione attiva di tutti i soggetti interessati.
Anche la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) non è priva di anomalie in tutte le sue fasi: non si evidenzia l’utilizzo delle Migliori Tecnologie Disponibili (MTD); scarsa attenzione alle caratteristiche del territorio in termini di emungimento di acqua dal sottosuolo, degli effetti delle emissioni sulle colture, anche di pregio, di una vasta area agricola; nessuna valutazione dell’impatto che tale impianto avrà sulle aree protette circostanti, nonché sulle colonie di volatili (alcuni dei quali specie protetta) a poche centinaia di metri dall’inceneritore.
Si continua a ritenere questo come un impianto di energia elettrica da fonti rinnovabili. L’Europa lo dice dal 2001 (Direttiva 2001/77/CE), il CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti) non è considerato fonte rinnovabile, bensì rifiuti speciali. Così come recita (finalmente) una legge dello Stato D.lgs 4/2008. Non basta. Secondo un modo tutto italiano di intendere le leggi, utilizziamo la soluzione peggiore per chiudere il ciclo dei rifiuti, senza prima avere un’alta percentuale di raccolta differenziata. Anche questa è una violazione di legge.
Ricordiamo che l’inceneritore verrà costruito nel bel mezzo di tre città quali Foggia, Manfredonia e Cerignola già gravemente inquinate da traffico veicolare e da impianti inquinanti industriali. Così come riportato dal Piano Regionale Qualità dell’Aria, divenuto in seguito Regolamento Regionale n°6 del 21 maggio 2008. Queste città devono obbligatoriamente presentare domanda di finanziamento per ristabilire un’aria salubre. Avranno presentato la domanda?
Ci auguriamo che le Autorità competenti ravvisino gli estremi per il blocco dei lavori di costruzione e la riapertura di tutte le fasi di valutazione attenta e scrupolosa dell’impatto che tale impianto avrà sulla salute, sul territorio, sul nostro futuro.
Dopo aver constatato che esistono già soluzioni alternative all’incenerimento, non potremo che dire addio a questa pratica dannosa, costosa e dalle bassissime ricadute in termini di occupazione.
Comitato Spontaneo
contro gli inceneritori
Provincia di Foggia
domenica 28 novembre 2010
obiettivo rifiuti zero
Gli scenari che attualmente si presentano ai nostri occhi evidenziano una crisi totale di identità politica e culturale.
Identità asservita al potere economico, che presume di regolare il ritmo della nostra esistenza, distruggendo quelli che erano una volta i progetti della buona politica, finalizzati al raggiungimento del benessere e dello sviluppo di una società avanzata.
Oggi questo potere economico ha ridotto politica ad un semplice strumento per una gestione aziendale della società nella quale il profitto e gli interessi di una parte devono necessariamente prevalere sul resto della società.
La prevaricazione, l’arroganza, la commistione tra politica e malaffare, la conduzione verticistica e privatistica di questo governo sono uno strumento privileggiato, che delegittima di fatto la sovranità popolare e la sostisce con una figura carismatica alla quale affidare le sorti del paese.
Così capita che se in passato la tutela del territorio era implicitamente innata nella classe dirigente, oggi il territorio è terra di conquista, il nuovo far-west di colossi industriali, e la politica diventa strumento catalizzatore di questo processo.
Cosi facendo un parco diventa discarica, un fiume diventa cloaca di rifiuti industriali altamente inquinanti, una zona agricola altamente qualificata diventa un deserto contaminato ed inospitale.
Per queste ragioni riteniamo che occorra ridare dignità a questa politica intesa come servizio per il bene comune e non per pochi.
Una rivoluzione culturale diventa così strumento indispensabile per ripristinare la legalità in un territorio infestato da ecomafie, da imprenditori senza scrupoli accecati dal profitto e dallo sfruttamento delle risorse territoriali incuranti dei danni irreversibili nel tessuto sociale, come il calo occupazionale e la scarsa valorizzazioni delle risorse naturali insite nel territorio, come l'agricoltura fiorente, il turismo archeologico e il distacco culturale che ne deriva.
In tal senso la politica e l’ambientalismo diventano sinonimi e simbolo di una classe politica che opera attraverso scelte mirate al raggiungimento di traguardi ambiziosi quali: l'obiettivo rifiuti zero, zero discariche, zero inceneritori.
Il nostro partito vuole essere il promotore di una nuova rivoluzione il cui fine è il raggiungimento di traguardi che passano per la considerazione che se i rifiuti diventassero una risorsa non per pochi ma per tutti, necessariamente andrerbbe operata una svolta radicale al loro trattamento.
L’obiettivo dei rifiuti zero rappresenta l’unica strada percorribile per non cadere vittime di decisioni scellerate di chi ci amministra seguendo finalità lontanissime dal bene comune.
Capita spesso di evidenziare come questa amministrazione comunale da anni al potere non abbia mai pensato agli interessi della comunità ma si sia preoccupata di anno in anno di provvedere al mantenimento in vita di discariche tramite transazioni di ampliamento in tempi propizi come la campagna elettorale e di creare terreno favorevole all'insediamento di inceneritori o termovalorizzatori, facendo di fatto gli interessi di alcuni gruppi industriali.
Se è vero che non si possa più devastare il territorio con insediamenti incontrollabiliè altrettanto vero preoccuparsi per la salvaguardia, il recupero e lo sviluppo delle zone interessate restituendole alla integrità iniziale.
I dati scientifici sulla insorgenza, incidenza mortalità e morbilità causate dalla presenza di discariche ed inceneritori benché ben tenute nascoste, rivelano scenari apocalittici. L’inquinamento delle falde acquifere prodotte dalle discariche ci fanno pensare che non esistano in realtà strutture sicure in quanto nel tempo le barriere cedano inesorabilmente al peso stesso dei rifiuti ed i percolati raggiungono in breve tempo le falde inquinandole irrimediabilmente.
Gli inceneritori diffondono nell’aria metalli pesanti , CO2 , diossine altamente tossiche che facilitano la distruzione di ozono ad alte quote , ed entrano anch’essi nel ciclo della catena alimentare, contribuendo come per le discariche alla insorgenza di neoplasie irreversibili e danni genetici soprattutto nei soggetti più esposti come i bambini.
Per tutte queste cose è profondamente necessario invertire la tendenza a considerare il rifiuto come un peso di cui liberarsi ad ogni costo, e pensare ad esso come utile risorsa, mettendo in atto la raccolta differenziata, il riciclo ed il recupero.
Le ricadute positive sono immense in quanto con questi criteri non si avrà più il bisogno di discariche e di inceneritori. Se ad esso associamo l’abbandono graduale ed inesorabile delle fonti energetiche da fossili, sostituendoli con fonti alternative come il fotovoltaico, il solare, l’eolico il geotermico e l’idrogeno, allora l’obiettivo sarà raggiunto.
Una buona politica che abbracci scelte ambientaliste è l’unica via possibile verso una società civile ed altamente avanzata. Compito della politica è il raggiungimento di tali obiettivi.
Identità asservita al potere economico, che presume di regolare il ritmo della nostra esistenza, distruggendo quelli che erano una volta i progetti della buona politica, finalizzati al raggiungimento del benessere e dello sviluppo di una società avanzata.
Oggi questo potere economico ha ridotto politica ad un semplice strumento per una gestione aziendale della società nella quale il profitto e gli interessi di una parte devono necessariamente prevalere sul resto della società.
La prevaricazione, l’arroganza, la commistione tra politica e malaffare, la conduzione verticistica e privatistica di questo governo sono uno strumento privileggiato, che delegittima di fatto la sovranità popolare e la sostisce con una figura carismatica alla quale affidare le sorti del paese.
Così capita che se in passato la tutela del territorio era implicitamente innata nella classe dirigente, oggi il territorio è terra di conquista, il nuovo far-west di colossi industriali, e la politica diventa strumento catalizzatore di questo processo.
Cosi facendo un parco diventa discarica, un fiume diventa cloaca di rifiuti industriali altamente inquinanti, una zona agricola altamente qualificata diventa un deserto contaminato ed inospitale.
Per queste ragioni riteniamo che occorra ridare dignità a questa politica intesa come servizio per il bene comune e non per pochi.
Una rivoluzione culturale diventa così strumento indispensabile per ripristinare la legalità in un territorio infestato da ecomafie, da imprenditori senza scrupoli accecati dal profitto e dallo sfruttamento delle risorse territoriali incuranti dei danni irreversibili nel tessuto sociale, come il calo occupazionale e la scarsa valorizzazioni delle risorse naturali insite nel territorio, come l'agricoltura fiorente, il turismo archeologico e il distacco culturale che ne deriva.
In tal senso la politica e l’ambientalismo diventano sinonimi e simbolo di una classe politica che opera attraverso scelte mirate al raggiungimento di traguardi ambiziosi quali: l'obiettivo rifiuti zero, zero discariche, zero inceneritori.
Il nostro partito vuole essere il promotore di una nuova rivoluzione il cui fine è il raggiungimento di traguardi che passano per la considerazione che se i rifiuti diventassero una risorsa non per pochi ma per tutti, necessariamente andrerbbe operata una svolta radicale al loro trattamento.
L’obiettivo dei rifiuti zero rappresenta l’unica strada percorribile per non cadere vittime di decisioni scellerate di chi ci amministra seguendo finalità lontanissime dal bene comune.
Capita spesso di evidenziare come questa amministrazione comunale da anni al potere non abbia mai pensato agli interessi della comunità ma si sia preoccupata di anno in anno di provvedere al mantenimento in vita di discariche tramite transazioni di ampliamento in tempi propizi come la campagna elettorale e di creare terreno favorevole all'insediamento di inceneritori o termovalorizzatori, facendo di fatto gli interessi di alcuni gruppi industriali.
Se è vero che non si possa più devastare il territorio con insediamenti incontrollabiliè altrettanto vero preoccuparsi per la salvaguardia, il recupero e lo sviluppo delle zone interessate restituendole alla integrità iniziale.
I dati scientifici sulla insorgenza, incidenza mortalità e morbilità causate dalla presenza di discariche ed inceneritori benché ben tenute nascoste, rivelano scenari apocalittici. L’inquinamento delle falde acquifere prodotte dalle discariche ci fanno pensare che non esistano in realtà strutture sicure in quanto nel tempo le barriere cedano inesorabilmente al peso stesso dei rifiuti ed i percolati raggiungono in breve tempo le falde inquinandole irrimediabilmente.
Gli inceneritori diffondono nell’aria metalli pesanti , CO2 , diossine altamente tossiche che facilitano la distruzione di ozono ad alte quote , ed entrano anch’essi nel ciclo della catena alimentare, contribuendo come per le discariche alla insorgenza di neoplasie irreversibili e danni genetici soprattutto nei soggetti più esposti come i bambini.
Per tutte queste cose è profondamente necessario invertire la tendenza a considerare il rifiuto come un peso di cui liberarsi ad ogni costo, e pensare ad esso come utile risorsa, mettendo in atto la raccolta differenziata, il riciclo ed il recupero.
Le ricadute positive sono immense in quanto con questi criteri non si avrà più il bisogno di discariche e di inceneritori. Se ad esso associamo l’abbandono graduale ed inesorabile delle fonti energetiche da fossili, sostituendoli con fonti alternative come il fotovoltaico, il solare, l’eolico il geotermico e l’idrogeno, allora l’obiettivo sarà raggiunto.
Una buona politica che abbracci scelte ambientaliste è l’unica via possibile verso una società civile ed altamente avanzata. Compito della politica è il raggiungimento di tali obiettivi.
martedì 21 settembre 2010
L'assessore regionale all'Ambiente dr. Nicastro a Canosa
Ieri sera in P.za Vittorio Veneto ci è stato un pubblico dibattito sull'annoso e grave problema dell'ambiente, e del suo inquinamento. E' intervenuto l'assessore all'ambiente dr. Nicastro che ha esortato a non abbassare la guardia sullo scempio che si stà consumando sul nostro territorio.
Tra i vari intervenuti al dibattito, molti cittadini,e consiglieri comunali del centro sinistra, fortemente preoccupati del grave pericolo di incremento di neoplasie a cui si andrebbe incontro tra la popolazione, a causa di termovalorizzatori che stanno per invadere il cirdondario.
Spicca per interesse quello del sig. Di nicoli che riporto sul mio blog.
Molto interessante:
Alla mia domanda di sintetizzare l'evento, ecco la sua risposta:
oltre a Nicastro anche i dirigenti Antonicelli e Campobasso.....
Nicastro ha evidenziato la necessità di considerare l'ambiente come un investimento per le future generazioni.
Infatti se consumiamo tutte le risorse in poco tempo facciamo cappotto ma distruggiamo il futuro dei nostri figli, pertanto si deve rispettare la sostenibilità degli impianti.
I consilieri comunali del centro sinistra e alcuni cittadini hanno evidenziato la situazione generale e locale con un accenno all'aumento delle patologie tumorali nel territorio BAT( FEGATO ECC)
Si è parlato del problema degli inceneritori a biomasse e dei numerosi impianti dei quali si è chiesta l'autorizzazione.
All'affermazione che il legno non produce diossina, è stato sottolineato dal sottoscritto che un inceneritore a biomasse non brucia solo il legno vergine ma anche biomasse contaminate da sostanze pericolose,olii esausti,animali, grassi, cere, urina,letame ecc, quindi oltre alla diossina si producono molte altre sostanze tossiche, Inoltre è stato evidenziato che la co2 è un gas naturale ,non è un veleno e il protocollo di kyoto strumentalizza la co2 per un fatto affaristico, traendo profitti con le fonti rinnovabili.
Infatti non è assolutamente vero che l'aumento della temperatura è dovuto all'aumento di co2.
Inoltre il sig. Di Nicoli ha evidenziato che in caso di reato nessun dirigente pubblico che abbia autorizzato gli impianti è mai stato incriminato, in quanto tali impianti possono determinare danni irreversibili alla salute nel lungo tempo.
Si è denunciato anche l'assenza di controlli a Canosa da parte di chi dovrebbe controllare. Come esempio si è parlato dell'operazione Ragnatela di contrada tufarelle, con le assurde dichiarazioni del proprietario della discarica di canosa.
L'assessore Nicastro ha elogiato l'iniziativa di portare in piazza il dibattito sul problema abientale esortando a ripetere tali iniziative nel tempo tra la gente oltre che su facebook.
Nel complesso è stato un incontro utile
Sarà pura combinazione, nello stesso giorno è stato organizzato un convegno interparrocchiale sull'ambiente......
pURA COMBINAZIONE?
Tra i vari intervenuti al dibattito, molti cittadini,e consiglieri comunali del centro sinistra, fortemente preoccupati del grave pericolo di incremento di neoplasie a cui si andrebbe incontro tra la popolazione, a causa di termovalorizzatori che stanno per invadere il cirdondario.
Spicca per interesse quello del sig. Di nicoli che riporto sul mio blog.
Molto interessante:
Alla mia domanda di sintetizzare l'evento, ecco la sua risposta:
oltre a Nicastro anche i dirigenti Antonicelli e Campobasso.....
Nicastro ha evidenziato la necessità di considerare l'ambiente come un investimento per le future generazioni.
Infatti se consumiamo tutte le risorse in poco tempo facciamo cappotto ma distruggiamo il futuro dei nostri figli, pertanto si deve rispettare la sostenibilità degli impianti.
I consilieri comunali del centro sinistra e alcuni cittadini hanno evidenziato la situazione generale e locale con un accenno all'aumento delle patologie tumorali nel territorio BAT( FEGATO ECC)
Si è parlato del problema degli inceneritori a biomasse e dei numerosi impianti dei quali si è chiesta l'autorizzazione.
All'affermazione che il legno non produce diossina, è stato sottolineato dal sottoscritto che un inceneritore a biomasse non brucia solo il legno vergine ma anche biomasse contaminate da sostanze pericolose,olii esausti,animali, grassi, cere, urina,letame ecc, quindi oltre alla diossina si producono molte altre sostanze tossiche, Inoltre è stato evidenziato che la co2 è un gas naturale ,non è un veleno e il protocollo di kyoto strumentalizza la co2 per un fatto affaristico, traendo profitti con le fonti rinnovabili.
Infatti non è assolutamente vero che l'aumento della temperatura è dovuto all'aumento di co2.
Inoltre il sig. Di Nicoli ha evidenziato che in caso di reato nessun dirigente pubblico che abbia autorizzato gli impianti è mai stato incriminato, in quanto tali impianti possono determinare danni irreversibili alla salute nel lungo tempo.
Si è denunciato anche l'assenza di controlli a Canosa da parte di chi dovrebbe controllare. Come esempio si è parlato dell'operazione Ragnatela di contrada tufarelle, con le assurde dichiarazioni del proprietario della discarica di canosa.
L'assessore Nicastro ha elogiato l'iniziativa di portare in piazza il dibattito sul problema abientale esortando a ripetere tali iniziative nel tempo tra la gente oltre che su facebook.
Nel complesso è stato un incontro utile
Sarà pura combinazione, nello stesso giorno è stato organizzato un convegno interparrocchiale sull'ambiente......
pURA COMBINAZIONE?
FINALMENTE. ERA ORA !
Dopo quasi sette anni di attesa, e una marea di polemiche, le linee guida nazionali sulle energie rinnovabili sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale n.219 del 18-9-2010.
Per l’esattezza le linee guida erano previste dal famoso D.Lgs 387/03, la madre di tutte le leggi sulle rinnovabili in Italia. Una legge, la 387, che avrebbe dovuto mettere il nostro paese al passo con gli altri compagni e concorrenti europei. Ma non è stato così proprio perchè le linee guida, previste dalla 387 del 2003 insieme a quelle regionali (i cosiddetti Per, piani energetici regionali) si sono fatti attendere troppo mentre i piani regionali man mano venivano approvati.
Si sono creati, così, centinaia di conflitti tra stato e regioni: il primo affermava la piena competenza in fatto di energia, le seconde rispondevano che una legge regionale che c’è vale sempre di più di una nazionale che non c’è ancora. Cioè le famose linee guida.
Che oggi sono legge (o quasi, mancano pochi giorni per l’entrata in vigore), modificano leggermente il decreto stesso che le prevedeva e sono un grosso compromesso dovuto al fatto che, in questi sette anni, sono stati compiuti molti errori anche nel settore dell’energia rinnovabile.
Punto e a capo, speriamo che si possa iniziare un cammino nuovo.
Per l’esattezza le linee guida erano previste dal famoso D.Lgs 387/03, la madre di tutte le leggi sulle rinnovabili in Italia. Una legge, la 387, che avrebbe dovuto mettere il nostro paese al passo con gli altri compagni e concorrenti europei. Ma non è stato così proprio perchè le linee guida, previste dalla 387 del 2003 insieme a quelle regionali (i cosiddetti Per, piani energetici regionali) si sono fatti attendere troppo mentre i piani regionali man mano venivano approvati.
Si sono creati, così, centinaia di conflitti tra stato e regioni: il primo affermava la piena competenza in fatto di energia, le seconde rispondevano che una legge regionale che c’è vale sempre di più di una nazionale che non c’è ancora. Cioè le famose linee guida.
Che oggi sono legge (o quasi, mancano pochi giorni per l’entrata in vigore), modificano leggermente il decreto stesso che le prevedeva e sono un grosso compromesso dovuto al fatto che, in questi sette anni, sono stati compiuti molti errori anche nel settore dell’energia rinnovabile.
Punto e a capo, speriamo che si possa iniziare un cammino nuovo.
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